Il Premio Nazionale per l'Impegno Civile Marcello Torre nasce insieme all'Associazione che porta il nome del Sindaco di Pagani barbaramente assassinato dalla camorra l'11 dicembre del 1980, divenendone immediatamente il primo e più significativo veicolo del messaggio di memoria e impegno che l'Associazione ha sancito come la propria fondamentale missione. Ogni anno dunque l'Associazione Marcello Torre si sforza di fare del Premio un momento privilegiato per stimolare, intorno alla figura di Marcello, una riflessione profonda sul valore dell'impegno civile, sulla testimonianza di tante donne e di tanti uomini che hanno lottato, lottano e coraggiosamente vorranno ancora lottare sognando una Pagani, e con essa un'Italia, "libera e civile". Questo era il sogno di Marcello. Un sogno che egli volle affidare a poche righe di una lettera che ancora oggi costituisce il suo testamento umano e spirituale. Le vittime di camorra rappresentano l'altro Mezzogiorno. Un Mezzogiorno civile che si contrappone a quello dell'inciviltà criminale, ancora dominato da un potere che crede di poter disporre della vita di tutti. Il Premio mira ad essere invece occasione di incontro tra quanti lavorano e si impegnano per essere testimoni di un Mezzogiorno "normale", fatto di persone "normali" che vivono una vita "normale". Un Mezzogiorno libero, pulito, onesto. L'esperienza di Libera, sotto la guida di don Luigi Ciotti, ci ha ancor più convinti che la testimonianza dei familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie costituisce un valore da non disperdere, l'esempio prezioso di un dolore incolmabile che si trasforma in impegno, in azione. E' un messaggio questo che occorre ostinatamente indirizzare soprattutto ai giovani. Con loro e per loro, ogni anno, vengono create create occasioni di incontro e di confronto, grazie anche al'ormai tradizionale Concorso Scolastico, che nelle precedenti edizioni ha visto una significativa e sentita partecipazione di studenti di tutta la Provincia, chiamati a confrontarsi con i temi dell'impegno civile, della partecipazione, della libertà, dei diritti e della legalità, contro ogni forma di oppressione. In trent'anni, sulle orme e nel nome di Marcello, sono stati premiati tanti amici, donne e uomini che hanno testimoniato con la vita il loro impegno civile. Che è quello della lotta a tutte le mafie, ma è anche quello di chi si pone al servizio dell'altro, con il suo lavoro, con il suo tempo, con la sua azione volontaria. Ecco perché, nell'elenco dei precedenti conferimenti, compaiono i nomi illustri di magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, uomini di cultura, giornalisti. Il Premio, al quale da diversi anni la Presidenza della Repubblica ha concesso l'onore dell'Alto Patrocinio Morale, si svolge tradizionalmente in occasione del giorno dell'anniversario dell'omicidio di Marcello Torre, coinvolegendo Istituzioni, scolaresche, associazioni e singoli cittadini, tutti chiamati a rinnovare una promessa di impegno e un dovere di memoria. Dario Fo Giuliano Ferrara Paolo Guzzanti Luigi Necco Alberto La Volpe Michele Santoro Marco Tullio Giordana Luigi Campagna Piero Badaloni Giuseppina La Torre Giò Marrazzo Antonio Gagliardi Leoluca Orlando Gianni Bisach Sandro Ruotolo Nando Dalla Chiesa Corrado Stajano Piero Marrazzo Generale Gennaro Niglio Maggiore Petro Serrone Ermanno Corsi Enzo Todaro Salvatore De Napoli Andrea Purgatori Ermanno Corsi Maria Concetta Mattei Gigi Di Fiore Lorenza Russo (Assistente di Polizia) Tano Grasso Giovanni Floris Tom Behan Fabrizio Feo Don Luigi Ciotti (Libera) Patto Territoriale dell'Agro Angela Napoli Franco Di Mare Antonio Ingroia Matteo Scanni e Ruben Oliva Addio Pizzo Protezione Civile Andrea Ballabio Mario Calabresi Ettore De Lorenzo Antonello Piroso Nel 2007 è stata inaugurata la nuova serie della Collana delle pubblicazioni dei lavori delle scuole, curata dal Centro di documentazione regionale contro la camorra, con una selezione di componimenti realizzati dagli studenti sulla figura di Marcello Torre, Sindaco di Pagani, ucciso dalla camorra l'11 dicembre del 1980.
Marcello Torre aveva iniziato giovanissimo la sua carriera politica e, per la sua fama di avvocato penalista, era conosciuto anche oltre i confini dell'Agro Nocerino-Sarnese. Uomo instancabile, si lasciava sempre guidare dal suo senso di equilibrio e di giustizia e dal suo grande amore per il proprio paese: Pagani. Le sue idee giuste e oneste lo portarono alla guida di Pagani e alle insinuazioni rivoltegli circa il modo di conciliare la sua professione di penalista, cioè di difensore della "camorra", con quella di amministratore onesto, lui aveva risposto di avere un solo cliente: il suo paese. La sua è stata una lotta tra uomini onesti e disonesti, fra oppressi ed oppressori, fra il Bene e il Male. Erano le otto e mezzo del giorno undici dicembre 1980 quando il primo cittadino del nostro paese, il nostro sindaco, venne ucciso a colpi di lupara davanti al cancello della sua proprietà in via Perone. La sua morte diede un grande dolore ai paganesi perché era stato compiuto un feroce assassinio. L'esempio di Marcello Torre, caduto vittima del dovere, dell'onestà e dell'amore per il suo paese, non può essere dimenticato, ma deve continuare ad essere una guida nel difficile cammino della nostra vita a cui ognuno di noi dovrebbe aspirare se vogliamo che trionfino la giustizia, la pace, l'amore e il benessere. Dovrà essere questo lo scopo per cui dobbiamo lottare se vogliamo raggiungere quegli obiettivi a cui si rivolse, con tutte le sue forze, l'indimenticabile nostro primo cittadino. La memoria: facoltà della mente di conservare e rievocare esperienze conoscenze passate. Questa è la definizione corrente. La memoria, sin dai primi tempi, è stato uno strumento indispensabile per l'uomo, pensiamo, ad esempio, agli uomini primitivi e alle prime pitture rupestri con cui si imprimevano e si ricordavano avvenimenti cruciali della esistenza e della sopravvivenza umana. Ancora oggi la memoria è un elemento di fondamentale importanza nella vita di ognuno di noi. Senza la memoria come ricorderemmo quel ragazzo carino che ci ha salutato l'altro ieri? E come ricorderemmo i consigli dei nostri genitori? E gli eventi importanti della nostra vita? E le atrocità del mondo? L'esempio: qualunque cosa che possa essere presa come modello e serva da ammaestramento. Al mondo d'oggi noi giovani abbiamo bisogno di esempi positivi che siano portatori di valori. Ci rendiamo conto però, anche sono guardando un telegiornale o sfogliando un quotidiano, che non sempre è così. In questi giorni, nell'ambito del Progetto di Educazione alla Legalità, abbiamo conosciuto una figura importante, la cui vita, politica e umana, ci ha seriamente interessato, fornendoci ulteriori spunti di riflessione. Stiamo parlando di Marcello Torre, nato a Pagani nel 1932 e morto assassinato nella stessa cittadina l'11 dicembre 1980, solo perché sognava una "Pagani libera e civile". Un uomo che si è battuto per il suo paese contro una "cosa " più grande di lui, la camorra, che da sempre ha spaventato con i suoi ricatti, profitti, estorsioni e minacce. Ma ritorniamo alla nostra Pagani, dal nostro Marcello. La sua vita, raccontata in poche righe, è stata dedicata al coraggio di operare scelte "forti". La sua carriera politica è stata altrettanto onorevole, mentre ha dedicato la sua professione di avvocato a difendere vari capi-clan della camorra. Abbiamo capito che era una persona onesta, leale, umile che svolgeva semplicemente e con serietà il suo lavoro, anche se tutto ciò comportava dei rischi, per lo stesso fatto di stare a contatto con gente di cui non poteva fidarsi. Anche quando ha capito che lui e la sua famiglia erano in pericolo, ha continuato a seguire i suoi ideali, ma ciò che più conta, ad essere un padre e un marito perfetto. Perché lui credeva in ciò che faceva e in nessun modo voleva coinvolgere la famiglia o turbare la spensieratezza dei figli. Nel testamento che Marcello Torre ha lasciato alla sua famiglia, e forse un po' a tutti noi, compaiono termini davvero significativi, come rispetto, tolleranza, amore, libertà e civiltà. E per noi adolescenti che ormai ci apprestiamo ad entrare nel mondo degli adulti questi termini assumono ancora più significato. Quante volte, dinanzi ai nostri occhi, si svolgono scene raccapriccianti di violenza, di sopraffazione o di ricatto? Quante volte siamo costretti a tacere o cedere ai ricatti per paura che ci venga fatto del male? Ecco, è proprio su queste paure che le organizzazioni criminali fondano il loro (stra)potere. Ci ha colpiti, infatti, una frase ascoltata in un documento sulla camorra:"il vero male da rimuovere non è la camorra, ma la mentalità delle persone su cui questa organizzazione fa presa". Nello stesso documento alcune persone di Ottaviano, il paese del "Professore", Raffaele Cutolo, capo della NCO, dicevano che lui era una brava persona, che non faceva del male a nessuno, anzi era considerato quasi un benefattore. Si tratta dello stesso Cutolo che ha un ruolo determinante nella morte di Marcello Torre e che dopo circa venti anni è stato è stato finalmente riconosciuto colpevole della sua morte. Ma perché Marcello è morto? Una possibile spiegazione potrebbe essere che in quegli anni egli stava difendendo un boss di un'associazione camorristica nemica della NCO e, quindi, di Cutolo. Troppo meschino, ci ha risposto la moglie, la vedova Torre, Cutolo non agiva così. E allora? Si è pensato allora che il sindaco di Pagani fosse coinvolto a sua volta con la camorra. Forse questa è stata l'opinione un po' di tutti, se pensiamo che la moglie e i figli sono rimasti completamente soli e non hanno ricevuto aiuto né materiale né morale da quelle persone che avevano esposto al sacrificio quest'uomo e che sono citati esplicitamente nel testamento. Nessuno sa chi siano, però! A volte la vita ci sembra così strana! E allora perché Marcello è stato assassinato? La spiegazione: perché non ha permesso alla camorra di entrare nella gestione dei fondi per la ricostruzione in seguito al terremoto del 1980. Così abbiamo capito che Marcello Torre è stato uno dei pochi uomini che è andato avanti nel suo progetto e perciò è stato ucciso, era un personaggio scomodo che non permetteva alla camorra di arricchirsi sul lutto e sul dolore della gente, che si è schierato contro "un consociativismo politico e affaristico reso ancora più fosco dalle intermediazioni della camorra. Siamo negli anni '80, trionfanti per Raffaele Cutolo e Carmine Alfieri, mentre i killer eliminano i politici di provincia onesti e coraggiosi, tra cui Marcello Torre". Per il suo "progetto di vita" Marcello Torre verrà sempre ricordato come un esempio da seguire. E il suo sogno? E' sparito con la sua morte? Forse non del tutto. Ci spieghiamo meglio. Tutt'oggi infatti la camorra viaggia libera, è sempre qui tra noi, dietro l'angolo, sotto casa… la camorra esiste. Ma se noi oggi, a distanza di 25 anni dalla morte di quest'uomo stiamo ancora a cercare di capire, allora vuol dire che il suo sacrificio non è stato inutile. La memoria ci permette di ricordare, l'esempio ci indica la strada da seguire. Oltre l'insegnamento, abbiamo anche capito che, purtroppo, da soli possiamo fare poco, rischiamo di più, invece se ci coalizziamo e uniamo le nostre forze, senza aver paura, possiamo fare molto, non sappiamo se per eliminare, ma sicuramente per arginare questo "cancro" della società e delle coscienze chiamato camorra. E' sempre difficile parlare di mafia, di camorra, delle vittime di queste orribili forme di violenza, ma è necessario. E' necessario perché non è giusto che la violenza trionfi. Purtroppo siamo costretti ad assistere alla morte di persone che per difendere i propri ideali, i propri valori, le idee in cui credono, hanno messo a rischio la propria vita, alcuni fino a perderla. Ma non possiamo permettere che questi tragici epiloghi rimangano fini a se stessi, e non servano invece a scuotere le coscienze di chi vive in questo mondo e dovrebbe farlo in nome della giustizia e dell'onestà. Noi dobbiamo vivere ricordando chi prima di noi ha operato in questo mondo per renderlo migliore. La memoria deve far parte della nostra vita, non possiamo vivere il presente senza conoscere chi lo ha reso così come ci appare. Non possiamo chiudere nel cassetto dei ricordi le lotte di chi ha cercato di fare il proprio dovere senza scendere a patti con la camorra, di chi credeva che fosse possibile far politica senza obbedire alle "loro" regole. E' per questo che ogni anno ricordiamo "eroi" del nostro tempo, come Marcello Torre. Marcello è un grande esempio di coscienza civile. Un uomo attivo fin da giovane, nella sua vita ha realizzato molti progetti, che sicuramente la cittadinanza paganese non dimentica. Infatti dopo ben 25 anni dalla sua scomparsa, siamo ancora qui a ricordare il suo attivismo, la sua dinamicità, la sua voglia di fare e quindi la sua voglia di vivere, siamo qui a ricordare gli ideali per cui ha combattuto, forse perché c'è ancora chi ci crede, chi vorrebbe difenderli, ma forse non sempre trova il coraggio, perché purtroppo ci hanno abituato, o meglio ci hanno costretti, al silenzio. Ed è proprio l'esempio dell'avvocato Marcello Torre che deve infondere fiducia, deve dare forza a chi come lui, vuole vivere in piena libertà, nel rispetto degli altri, nell'onestà. Marcello rappresenta ancora oggi i sentimenti di tante persone che magari avrebbero voluto fare come lui, avrebbero voluto e vorrebbero dire "no" alla violenza, no alla sottomissione a chi crede di essere più forte ma che in realtà non sa di essere schiavo della propria ignoranza, di essere vittima di se stesso, di non poter essere considerato un uomo, perché l'uomo dotato di buon senso non agisce mai per egoismo, ma tiene sempre conto di dover rispettare gli altri. E chi usa la violenza, chi vive nell'ombra, chi vuole sottomettere il prossimo e non vuole vivere in pace, pensa di aver raggiunto il potere, ma ciò è solo un'illusione. Il vero potere è essere liberi; i camorristi, i mafiosi utilizzano la violenza per raggiungere un potere che in realtà non esiste: siamo noi che permettiamo a loro di sentirsi forti, con la nostra omertà, col nostro sottometterci: è proprio questo che non dobbiamo fare, non dobbiamo lasciarci assuefare, dobbiamo mantenere viva la speranza che un mondo senza violenza possa esistere, e dobbiamo contribuire al suo debellamento, non dimentichiamoci che vivere vuol dire amare, stare bene con gli altri, dare e ricevere. Questi sentimenti hanno sempre animato Marcello Torre. E non è da tutti. La volontà tenace e la caparbietà della mia generazione mi spingono a volere che gli ideali che furono suoi abbiano nuova vita, che escano dal chiuso dei libri e dei giornali, dove ne è perpetuato il ricordo , perché il suo esempio più indelebile dei qualsiasi inchiostro, l'eco della sua voce e la forza delle sue azioni siano semi di nuove coscienze civili, le quali costruiranno insieme, crescendo ogni giorno i più, il futuro. Allora le parole avranno un peso e non saranno più solo parole.

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